QUESTO UNIVERSO E’ ENERGIA

L’ENERGIA SI COMPORTA SECONDO LEGGI BEN PRECISE.
Per avere un “flusso di energia” in entrata (qualsiasi cosa desideriamo avere o che succeda), dobbiamo prima creare flussi di energia in uscita: fare, agire, cambiare. Ma, se si ha il timore di agire…, l’energia percepirà la paura… e si bloccherà. Ciò avviene perché la paura che viene emessa, è energia instabile e perturbatrice.
Un esempio molto semplice: prima di poter fare entrare aria nei polmoni, bisogna avere il coraggio di farla uscire. Tutti i principianti apprendisti dello stile libero che iniziano a mettere la testa sott’acqua (e li sotto devono fare uscire aria)…, avendo paura di soffocare…, ne espellono solo una piccola parte, mentre quando la testa emerge ne prendono fino a scoppiare.
Pretendono di avere… senza prima lasciare: è così che non riescono ad avere aria ossigenata dentro…, pur avendo fatto tanto sforzo per avere i polmoni pieni. Eppure, la loro percezione è che nei polmoni manchi l’aria; nella realtà loro hanno il torace pieno…, ma di anidride carbonica. È così che fino a quando non impareranno a farne uscire a sufficienza, non ne potranno fare entrare a sufficienza…di ossigenata (energia buona); continueranno a fare pochissimi metri, per poi fermarsi stremati.
Così lo è nella vita. Se vuoi avere qualcosa, prima devi agire, fare, muoverti: si deve prima far uscire energia e poi entrerà nuova energia secondo i desideri: “out flow”…per avere “in flow”.
(D. Raggi)

QUANTO SI PUÒ MODIFICARE LA POSTURA?


La postura può essere cambiata? Migliorata?
Ma la postura può cambiare da sola?
Si, la postura cambia ogni istante, ogni giorno, anche se non ce ne rendiamo conto. Ogni “attività” della vita, come pure ogni “inattività”, hanno il potere di interagire e modificare lo stato dei muscoli, delle articolazioni, dei tessuti degli organi; il “programma biologico”, parte integrante del corpo, è implacabile… e non risparmia nessuno.
Oltre a ciò, vi sono fattori che accelerano questi processi di alterazione. Per esempio, emozioni fuori controllo o conflitti emozionali non superati, paure, etc., sono fra gli elementi che maggiormente aggrediscono il sistema biologico ed accelerando il processo di decadimento sia fisico che cognitivo.
Poi vi sono altri elementi che, se non corretti, possono essere perturbatori importanti: l’alimentazione, la respirazione, elettrosmog, radiazioni, etc. Oltre a questi “perturbatori posturali” e non certo meno importanti, vi sono i vari traumi, le cicatrici, le disbiosi, le parassitosi, i problemi visivi, occlusali, deglutitori, etc.
Cosa possiamo fare per difenderci da questi nemici della nostra salute e postura?
Si può fare molto: gestire meglio le proprie emozioni, la respirazione, l’alimentazione. Trattare i vari perturbatori fisici e rieducare i recettori starati per restituire alla postura la dovuta eutonia.
In tutto questo uno degli aspetti fondamentali, riguarda come…e con quale prassi trattare gli elementi perturbatori appena accennati.
A questo punto, il problema si sposta sul professionista.
Ormai tutti si sì stanno improvvisando posturologi e maghi del benessere.
Si vedono proposte terapeutiche delle più assurde con esercizi e tecniche malamente riciclate da 30 anni e rivendute come nuove. Ed anche nel campo della formazione, ormai tutti copiano tutto e si propongono poi senza un minimo di discernimento. Così lo è poi anche per chi ha copiato Pancafit senza avere veramente capito nulla dei principi della metodologia che la supporta… e ciò lo si capisce da come fanno vedere esercizi pressoché riduttivi e senza alcun senso.
La postura è il “mantello” della nostra vita, che racchiude in sé ogni istante ed ogni problema incontrato nella nostra vita, superato o meno. Ed ancora molto importante è l’osservazione dei movimenti del paziente…, come respira e con quale parte lo fa; come si siede, come si atteggia, come ti guarda, come muove gli occhi, come gesticola; il colore della pelle, la mappa energetica degli organi stampati nel volto, la fattezza del suo addome, il suo alito. La sua occlusione, la sua digestione, il suo intestino, la sua vista, le sue cicatrici, il suo terreno biologico (oggi rilevabile con un innovativo sistema rivoluzionario che ci dice moltissimo di ogni suo organo, del suo terreno biologico). La disposizione e la libertà delle sue articolazioni. Insomma la sua intera storia deve essere ampiamente indagata in una sorta di “Time Line”…, e solo dopo si può parlare di “strategia terapeutica” mirata…, unica, solo per lui. Non esistono esercizi preconfezionati per un corpo che è unico come lo è la vita di ciascuno di noi.
(D. Raggi)