La Catena Trasversa

Il nostro corpo possiede molte catene muscolari, che in base alle varie esigenze (stress ripetuti, dolori, spine irritative…) tra di loro si mettono in comunicazione, formando una fitta rete di connessioni tra di esse.

Perciò alla domanda: quante catene muscolari possiede il corpo? Rispondo dicendo: Infinite catene muscolari.

In questo articolo vi voglio parlare della catena trasversa, questa catena unisce le braccia alla zona cervicale, quindi inizia dalla mano sale sul braccio, passa per la spalla e per il collo e scende sull’altro arto superiore.

Quando bisogna agire su questa catena?

Si deve intervenire quando ci troviamo difronte a cause come: traumi, distorsioni, fratture, lussazioni di spalla; sovraccarico da lavoro (carpentiere, pittore, lavoro al pc…) gesti sportivi ripetuti e posture sportive ripetute (tennis, tiro con l’arco, fitness…).

Questa catena bisogna trattarla anche quando abbiamo degli effetti come: periartrite, sindrome da conflitto sotto acromiale, tendinite calcificata, borsite e capsulite, epicondilite, epitrocleite, dito a scatto, tunnel carpale…

Viene trattata anche per effetti strutturati come: spasmi ripetuti di natura viscerale, e retrazioni diaframmatiche.

Come intervenire per capire il malfunzionamento della catena?

Per capire le difficoltà che la persona ha nei vari movimenti delle braccia e per capire i compensi che il corpo attua per sfuggire dal dolore, viene effettuata un attenta analisi sulle varie mobilità delle scapole – spalle – braccia, che il paziente svolge nei rispettivi piani indicati dal terapista (abduzione delle braccia, elevazione.., vengono svolti sia da supino che da in piedi, con visione anteriore, laterale e posteriore del paziente mentre esegue gli esercizi..), in modo da individuare quali sono i movimenti che generano dolore, quali i compensi e i movimenti che non vengono svolti con armonia e simmetria, in questa fase osservare bene diventa fondamentale per una corretta anamnesi. Questo ci permetterà di capire sia quali muscoli sono retratti e quindi fungono da tiranti, non permettendo alle varie articolazioni interessate dalla catena muscolare un funzionamento corretto, e sia al nostro paziente servirà come presa di coscienza ascoltando il proprio dolore nei test evocativi del dolore. Questo test verrà effettuato a fine seduta e sarà un mezzo per valutare l’efficacia del trattamento.

Come bisogna trattare la catena trasversa?

Nel trattamento vengono effettuati dei massaggi decontratturanti di fibrolisi su: mano, avambraccio e braccio, vari muscoli della cuffia dei rotatori, in modo da liberare la catena da retrazioni o contratture muscolari.

Dopo vengono effettuati degli:

– Esercizi di allungamento con la messa in asse della scapola insieme al braccio, dove viene scelto in base alle tensioni del soggetto l’angolo di lavoro adattato a lui, che si troverà su pancafit e in decompensato (vengono tolti tutti i compensi che il corpo crea per sfuggire a fastidi, tensioni, dolori..).

– Esercizi con il posizionamento del braccio in asse, e con varianti mano-polso.

– Esercizi di propriocezione con l’utilizzo di starball.

– Esercizi mano-parete in pancafit e da in piedi.

– Vari esercizi base per trattare la catena trasversa, risultano meno impegnativi, con la possibilità di utilizzare le manigliette (attrezzo che si trova su pancafit).

La chiusura del trattamento prevede i test iniziali, dove viene valutata l’efficacia del trattamento. Le sedute hanno frequenza settimanale, quindi una ogni sette giorni, con la durata di 1 ora.

SE ASCOLTO DIMENTICO, SE VEDO RICORDO, SE FACCIO CAPISCO…